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LE MOSTRE > anno 2006: Fuoco e fuochi
…Febbraio, nel complesso, fu abbastanza clemente. Verso il 15 si presentò il carbonaio. Era un uomo alto, diritto, coi capelli grigi, gli zigomi venati di bluastro, come le mani, per la lunga consuetudine con la polvere di carbone.
La cottura della legna è un’operazione molto delicata, che richiede grande esperienza. Il carbonaio comincia col costruire “l’uovo di legna”, alto fino a tre metri, lo riveste in basso di zolle, sopra di uno strato di foglie secche e terriccio. Egli ha avuto cura, accatastando il legname, di lasciar nel mezzo un forno profondo una quarantina di centimetri. Viene dato fuoco di sopra; la carbonaia fuma subito. All’incirca dopo dodici ore, l’uomo comincia a praticare dei buchi, che poi tappa e stappa, a seconda di come spira il vento, al fine di assicurare un tiraggio uniforme.
La cottura dura tre giorni; se è stata fatta a regola d’arte, il carbone acquista la tempera, cioè reagisce all’umido sputando ragia bianca…
da “Il taglio del bosco” di Carlo Cassola
…Egli rimase tutta la notte in piedi ad aiutare il carbonaio. Era la fase più delicata della cottura, e per contro si era levato un forte vento, sicché bisognava in continuazione tappare e stappare i fori. Il carbonaio veramente non sembrò gradire molto l’aiuto di Guglielmo. Questi sapeva per lunga esperienza che i carbonai sono gelosissimi del loro mestiere, ombrosi e superbi, e fanno cascar dall’alto anche le operazioni più semplici. Essi vedono di malocchio i profani avvicinarsi alla carbonaia…
da “Il taglio del bosco” di Carlo Cassola
…E’ dura la vita del carbonaio, -cominciò l’uomo.
-Cosa credete voi taglialegna? Che sia peggio la vostra? A voi non accade mai di stare in piedi settantadue ore di seguito. Lavorare nei boschi è la sorte peggiore che possa capitare a un uomo, ma fra il taglialegna e il carbonaio c’è differenza. La vostra è ancora una vita da cristiani. E’ un lavoro faticoso, ma siete in comitiva e la sera vi mettete intorno al fuoco a far due chiacchiere. Guardate le mie mani. Voi le avete screpolate ma pulite: e invece le mie,vedete? Il carbone s’insinua sotto la pelle e non va più via. E succedono casi di avvelenamento: a forza di respirare carbone, finisce che l’organismo s’intossica, e in quarantott’ore si parte per l’altro mondo. Questa è la sorte che sta sempre sospesa sul nostro capo. A voi, che cosa può succedere? Se vi sfugge l’accetta, al massimo vi tagliate un piede o una mano…
da “Il taglio del bosco” di Carlo Cassola